Haters, cosa dice la legge Italia e nel resto d’europa

Contro gli Haters la Legge Italiana ha fatto dei progressi importanti, ma per le vittime non è ancora abbastanza.
Il testo approvato (potete scaricarlo in PDF) parla in maniera abbastanza precisa di cyberbullismo,
mentre gli haters non sono ben identificati.
Una legge deve essere abbastanza precisa per non dare possibilità di interpretazioni,
questo sembra aver tagliato fuori gli haters in Italia, che però ricadono nella legge che riguarda la diffamazione.

haters la legge italiana

Haters la legge italiana protegge dagli attacchi sui social?

Prima di dare una risposta, purtroppo, bisogna fare una serie di precisazioni.
I social network sono società straniere, ed i server risiedono spesso all’estero.
Per la legge Italiana il proprietario del sito è responsabile di quello che viene pubblicato,
ma solo se il sito è su server in Italia e se la società è registrata come società Italiana.

Cosa fare allora con gli Haters su Facebook, Twitter e siti simili che sono siti che stanno all’estero?
Bisogna fare una legge che obblighi loro o a fornire informazioni utili per rintracciare i colpevoli,
o ad obbligarli a controllare cosa viene scritto sui siti.

La prima soluzione è difficile da raggiungere in tempi brevi,
la seconda soluzione è più semplice da legiferare, ma richiede comunque uno sforzo legale molto alto.

La legge sulla diffamazione, unica soluzione contro gli Haters

L’alternativa che oggi sembra essere più efficace è quella di cercarsi gli haters e denunciarli uno per uno.
Significa fare un elenco dei profili Facebook che hanno scritto i commenti più pesanti e cercarli,
ci sono società specializzate in questo che riescono a capire chi sono gli haters di turno,
dove abitano, che lavoro fanno, etc…
Non resta poi che andare a denunciarli uno per uno per diffamazione.

Una bella analisi su questo la trovate sul sito di Bruno Saetta, un avvocato esperto proprio del mondo digitale,
in cui spiega che il reato di diffamazione esiste quando:

l’offesa alla reputazione di un soggetto determinato o determinabile, la comunicazione a più persone di tale messaggio, e la volontà di usare espressioni offensive con la consapevolezza di offendere.

Quindi un commento offensivo su facebook rientra in toto su tutti e 3 gli elementi appena descritti,
e chi ha scritto il commento può essere denunciato.
Purtroppo è una pratica che ha un certo costo e spesso la spesa non vale l’impresa.

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