Chi sono gli Haters in Italia?

Molti VIP e persone famose hanno chiuso i profili social per colpa degli haters.
Albano è l’ultimo del lungo elenco, costretto a chiudere per colpa dei commenti violenti.
Questi commentatori, definiti più spesso come leoni da tastiera, sono gli Haters.
La cosa più brutta è che haters in italia ce ne sono tantissimi.
Ma chi sono gli haters?

Chi sono gli Haters

Chi sono gli Haters in Italia?

Sembra strano ma gli haters sono persone comuni, li incontri al supermercato o la domenica in chiesa,
siedono sui banchi della scuola e sui banchi di montecitorio.
Ci sono impiegati e manager, di idelogia di destra o di sinistra, o anche senza ideologia.
Ci sono tifosi tifosi di calcio, tifosi di automobilismo e tifosi di partiti politici.

Tutti pronti a insultare pesantemente e denigrare un giocatore, un’automobile, un personaggio politico o peggio una persona comune,
quasi fosse una gara all’insulto più greve e pesante.
Senza magari considerare che la legge italiana punisce gli Haters con pene severe.

Alla lunga questi insulti, soprattutto sulle persone comuni, specialmente le più giovani, pesano come macigni.
Ed alla fine vengono chiusi i profili su facebook, instagram o twitter.

Il modo più naturale di proteggersi dagli sconosciuti che ti offendono.
Ecco chi sono gli haters, almeno qui in Italia, e cosa fanno quando siedono davanti al PC.

La fenomenologia degli haters

Osservatorio VOX ha fatto una ricerca classificando gli haters in categorie:
Antisemiti, Contro i disabili, Islamofobi, Misogini (contro le donne), Omofobi, Razzisti.
Poi ci sono i fan, i tifosi, quelli che attaccano personaggi famosi solo perché sono diventati famosi.

Ci sono poi i cercatori di fama, che tentano un approccio ad un argomento giocandosi la carta della negatività.
Sono quelli che se esce un modello di auto nuova sono pronti a trovarne i peggiori difetti,
ad insultare il marchio o i manager del marchio. senza ovviamente dare un motivo valido ne alla critica ne all’offesa.

Gli haters contro i personaggi pubblici

L’idea che cova dietro questo tipo di attacchi è che l’avere successo è una colpa e non un merito,
e che ci sono arcane e oscure ragioni per cui la vittima di turno ha avuto successo, magari a scapito del proprio beniamino.
A seconda che il personaggio sia uomo o donna gli attacchi più frequenti sono di tipo sessista per le donne,
malavita, disonestà o omofobia per gli uomini.

Questo accade perché la distanza tra la vittima e il carnefice difficilmente può essere azzerata,
creando quindi una sorta di difesa naturale da parte dell’hater, e una indifendibilità da parte della vittima.
Mentre il personaggio pubblico può essere riconosciuto per strada, l’utente comune no,
e spesso non usa neanche foto personali sul profilo, ma usa simboli o foto di altri personaggi famosi,
come se fossero delle maschere con cui proteggersi.
Ecco chi sono gli haters che attaccano i VIP.

Un esempio vale più di mille parole

Ma quando ad essere uno degli haters è un personaggio pubblico, o peggio, un politico.
Quando un politico attacca ed offende un altro politico, o peggio una persona comune,
non solo indica a tutti quelli che lo seguono di fare la stessa cosa, ma da un esempio di comportamento da avere nella vita quotidiana.

Si crea così una ampia cerchia di persone, io preferisco chiamarlo branco, che di volta in volta si scatena,
oggi contro un politico dello schieramento avverso, domani contro gli immigrati,
poi contro gli islamici.
Persone che così si esaltano a vicenda e hanno la visione distorta che così facendo fanno del bene alla società.
Per il politico diventano lo zoccolo duro, e violento, facilmente manipolabile.
É facile fare una lista di chi sono gli haters politici, e dell’uso che fanno della loro posizione nei social.

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