Il Phantom Update 2.0 di Google – Torna lo Spettro

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google-phantom-update E’ tornato lo spettro.

Lo spettro dell’aggiornamento fantasma di Google, il motore di ricerca di Mountain View, così largamente utilizzato dagli internauti di tutto il mondo da essere considerato IL motore di ricerca.

Ma che cosa si intende quando si parla di ‘aggiornamento fantasma, o ‘phantom update’?
Il termine ‘phantom update’ venne coniato da un giornalista del settore, Glenn Gabe, esperto in materia di ottimizzazione e marketing sui motori di ricerca.

Il primo ‘phantom update’ di Google venne rilasciato due anni fa, a Maggio del 2013 e ricevette questo nome per via della mancata dichiarazione ufficiale di Google al suo rilascio.
Intendiamoci, Google non è costretto a preannunciare ogni modifica che fa ai suoi servizi, ma dato che il motto dell’azienda è “Don’t be Evil”
Nonostante questa mancata ufficialità era chiaro che qualcosa fosse successo, infatti webmaster di tutto il mondo videro cali di traffico organico (quindi non sponsorizzato) pari al 60%.

I dati li potete trovare sul post del tagliaerbe proprio per sul “phantom update“.

La storia si è ripetuta. Infatti la data che sembra essere stata il giorno 0 per le modifiche apportate dal ‘phantom update 2.0’ risale a pochi giorni fa, il 29 Aprile 2015. L’altro nome con cui questo nuovo aggiornamento non dichiarato sta acquisendo notorietà è quello di ‘quality update’.

Ma perchè?

Il motivo è semplice da rintracciare.
I siti web che più hanno visto un impatto negativo sulle loro performance sono le content farm da ‘thin content’ (cioè con poco contenuto), pagine web che facevano dei video la loro forza, o ancora siti con articoli in stile click-bait.

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Fino a qui nulla di incredibilmente sconcertante.
D’altronde chi è a conoscenza con la missione o la visione di un’azienda come Google, sa che offrire ai propri utenti la migliore qualità di contenuti è sempre stata la priorità.

Tuttavia uno dei più grandi dubbi che ha sollevato il nuovo ‘phantom update’ è il calo di traffico di siti con contenuti ‘how-to’ ovvero in stile tutorial o guida.

Perché punire quei siti come WikiHow che offrono a chi naviga proprio ciò che cerca?

D’altronde non è un mistero che uno dei motivi per cui Internet viene navigato è per avere delle risposte o delle indicazioni su qualunque argomento possibile.

Che questo nuovo ‘phantom update’ di Google sia il preludio di un nuovo aggiornamento ufficiale, così come lo fu il primo precedentemente all’arrivo di Penguin?
Staremo a vedere.
Ciò che sarà interessante osservare è come il business online cambierà, vista l’imprevedibilità di questi aggiornamenti.
E’ certo che se ci sono dei siti che verranno penalizzati altrettanti ne trarranno vantaggio, e per la natura di internet, sarà più semplice venire a conoscenza di chi ha subito un calo di traffico che di chi ha visto una crescita.

La faccenda crea comunque diverse polemiche, ma la più frequente è che già ad ottobre scorso con il nuovo aggiornamento di Penguin c’è stato un grosso sconvolgimento dei risultati, perchè non è stato incluso anche questo nuovo aggiornamento?

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