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DVB-T2 – Il Digitale Terrestre che Cambia le Carte in Tavola

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immagine al post DVB-T2 – Il Digitale Terrestre che Cambia le Carte in Tavola

dvb-t2-digitale-terrestre-2La TV, come qualsiasi altro elettrodomestico, ha una sua evoluzione, che comprende una serie di caratteristiche, compreso il segnale che può elaborare e il formato di immagini che può permettere di visualizzare.
Il Decreto Mille Proroghe del Governo Italiano ha cercato di adeguare il sistema televisivo italiano a quello degli altri paesi europei, anche se in questa materia i problemi sono molteplici. In Europa esiste già un organo sovranazionale, chiamato ITU (Unione Internazionale delle Telecomunicazioni), che organizza le tipologie di segnale disponibili, i formati video da utilizzare, i codec per le Tv e i broadcast.

Chiaramente ogni paese europeo ha le sue esigenze e in questo l’Italia è ancora molto indietro: nella gran parte dei paesi vicini sono disponibili da molti anni segnali TV via cavo, che permettono di abolire le antenne e rendere molto più gradevoli gli skyline delle città.
In Italia invece siamo ancora abbastanza arretrati e, nonostante questo, il governo ha deciso di recepire totalmente le direttive dell’ITU nel corso dei prossimi anni, spingendo i produttori di televisori, i possessori di canali televisivi e anche i consumatori a fare altrettanto.

Le direttive del Governo italiano

Le direttive del Governo italiano fanno un po’ paura ai consumatori, soprattutto per chi si ricorda lo switch off degli anni passati, quando si passò in massa al digitale terrestre: moltissime persone furono costrette ad acquistare una nuova TV o un decoder da affiancare all’elettrodomestico in possesso.

Fortunatamente i decoder per il digitale terrestre non sono molto costosi, anche se per molte persone anche l’esborso di poche decine di euro può rappresentare una spesa significativa.
Se poi questa spesa è praticamente obbligatoria, chiaramente la sensazione di essere sottoposti ad una sorta di tassa è ancora più elevata.
Il Decreto Mille Proroghe ha spostato al 1 Luglio 2016 l’obbligo per i produttori e per i rivenditori di rendere disponibili decoder ed apparecchi televisivi in grado di utilizzare i nuovi codec e formati decisi dall’ITU.

Dal 1 Gennaio 2017 poi i nuovi formati diventeranno gli unici presenti sulle tv e sui decoder commerciabili.
Questo significa che tutti i cittadini italiani dovranno subito cambiare il decoder, pena il non riuscire a vedere le trasmissioni televisive?

Questa è la paura di molti consumatori del nostro paese, che in realtà non è effettivamente motivata; certo un secondo switch off ci sarà: dovremo migrare tutti verso un nuovo standard televisivo, ma questo avverrà con molta calma, solo verso il 2020-2022.
Avremo quindi tutto il tempo necessario per trovare il modo di adeguare il nostro impianto alla ricezione del nuovo standard, anche perché per ora la legge riguarda esclusivamente i negozianti di televisori, non il broadcast: stiamo quindi parlando solo di apparecchiature riceventi e non di trasmissioni.

Il nuovo standard

Lo standard stabilito dall’ITU è il DVB-T2, con codec HEVC H.265.
I televisori ed i decoder che oggi possono visualizzare il vecchio standard (quello utilizzato oggi in Italia), ovvero DVB-T, non sono in grado di leggere anche il nuovo segnale video, a parte alcuni prodotti di fascia medio alta, venduti ancora oggi a prezzi decisamente alti.
Questo perché si tratta di una tecnologia completamente diversa, che necessita di una CPU molto più potente rispetto a quella dei classici decoder da poche decine di euro disponibili in molti negozi e centri commerciali.

Al contrario, i decoder ed i televisori con il nuovo DVB-T2 saranno in grado di decodificare anche il vecchio segnale, restando compatibili quindi con il sistema precedente.
Il decreto legislativo italiano obbliga i rivenditori ed i produttori di televisori e decoder a montare sui nuovi dispositivi i nuovi chip, che permetteranno di vedere i programmi in DVB-T2, ma non parla in alcun modo dei canali televisivi: il broadcast quindi non dovrà seguire alcuna direttiva, potendo continuare ad emettere programmi televisivi con il vecchio standard.
Per altro la nuova tecnologia ed il codec HEVC H.265 sono abbastanza nuovi e moltissimi canali televisivi non sono in grado di produrre materiale con il nuovo standard, solo alcuni hanno potuto fare alcuni test, ma si sta parlando di progetti in itinere, non di una realtà assodata.

La paura degli italiani

Il timore che dall’oggi al domani diventi impossibile guardare i classici canali TV in chiaro per la gran parte dei telespettatori è totalmente infondata, anche perché se i produttori saranno costretti a modificare lo standard degli elettrodomestici, per ora non sono costretti a farlo anche coloro che immettono nell’etere i programmi TV.

Quindi la stragrande maggioranza dei telespettatori possono stare tranquilli ancora per qualche anno.
Non sono ancora stati fatti annunci di alcun tipo per quanto riguarda un probabile switch off e quindi per ora il cambio di tecnologia sembra possa avvenire in modo soft, con la progressiva sostituzione delle apparecchiature obsolete in favore di quelle nuove, dotate dei nuovi codec e in grado di elaborare anche il segnale TV di nuova generazione, pronte per quando anche il broadcast recepirà il cambiamento, cosa che per ora non sembra dietro l’angolo, e che anzi probabilmente avverrà nell’arco di alcuni anni.

Come si passerà da un sistema all’altro

Il nuovo standard televisivo è impossibile da leggere da parte delle vecchie TV e dei vecchi decoder.
Per adeguare un televisore allo standard DVB-T2 occorre una sostituzione hardware, non è possibile effettuare l’adeguamento modificando semplicemente il software.
Questo perché la nuova tecnologia necessità di processori più veloci, maggiore memoria interna e così via.

La modifica potrebbe avvenire in modo indolore solo per coloro che recepiscono il segnale televisivo attraverso le consolle di gioco, come X-Box One o PS4: per questo dispositivi, già oggi sufficientemente potenti, sarà possibile effettuare un rapido adeguamento software, tramite connessione online, in modo da rendere disponibili i nuovi codec.

Per quanto riguarda i vecchi decoder invece sarà necessario sostituirli completamente, lo stesso dicasi per le vecchie tv dotate di decoder, che necessiteranno di un decoder esterno di nuova generazione.
Alcuni prodotti di fascia alta sono invece già pronti per l’adeguamento, alcuni hanno già la possibilità di supportare i nuovi codec, altri invece sono strutturati in modo da poter sostituire il decoder interno con uno nuovo.
Per quanto riguarda tutti coloro che guardano la TV con il PC, chiaramente la ricezione dei canali TV potrà venire adeguata semplicemente modificando il browser, cosa che avverrà in modo del tutto indolore.

Le novità del nuovo standard

Molti consumatori si chiederanno: ma perché stiamo migrando verso un nuovo standard televisivo? Come avviene sempre con la tecnologia, nuovo equivale anche a migliore.
Rispetto al vecchio standard televisivo il DVB-T2 offre grandissime potenzialità.

Prima di tutto il numero di canali trasmissibili si moltiplica in modo vertiginoso, inoltre la qualità video migliora in modo molto evidente, con la possibilità di avere moltissimi segnali in formato HD e programmi con una qualità grafica impensabile oggi.
Quindi si cambia verso il meglio, in modo da rendere le trasmissioni televisive ancora più pulite, visivamente gradevoli, di ottima qualità.

L’evoluzione dei televisori negli ultimi anni sta correndo, cosa che per molte persone è stupefacente.
Del resto per svariati decenni abbiamo vissuto con televisori che si basavano sul medesimo standard, senza pensare che le cose potessero cambiare.
Oggi invece ogni pochi anni si assiste alla nascita di un un nuovo codec, sempre migliore, meglio definito e più ricco di opportunità rispetto al precedente.

Con il decreto Mille Proroghe lo Stato Italiano ha recepito in toto il desiderio di evoluzione insito nel mondo dell’Unione Internazionale per le telecomunicazioni.
Ciò significa che, se in futuro tale istituto deciderà di prediligere un codec o un sistema televisivo, piuttosto che un altro, non sarà necessario attendere una nuova legge per vedere l’adeguamento del sistema televisivo italiano.

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I canali televisivi

Se per migrare al nuovo standard un telespettatore dovrà semplicemente acquistare un nuovo decoder, con una piccola spesa, e collegarlo al suo apparecchio televisivo, per i broadcast si tratta invece di ampi investimenti e spese enormi per adeguare tutte le attrezzature e la qualità dei prodotti da liberare nell’etere.
Chiaramente la migrazione per i canali televisivi non è così indolore e non basta una legge per effettuarla nel breve periodo.

Sembra plausibile che il cambiamento per i broadcast avverrà con grande calma, impiegando anni. Per quanto riguarda il vecchio standard, è pensabile che saranno disponibili programmi televisivi compatibili con il sistema DVB-T per almeno altri 10 anni, o forse anche di più.

Come cambia la televisione

Negli ultimi anni la televisione sta cambiando molto anche in Italia.
Alcuni servizi televisivi on demand stanno vivacizzando il mercato, e sicuramente nei prossimi anni tenderanno a modificare totalmente il mondo televisivo.
Forse alcune persone ancora non hanno potuto sentire il cambiamento, ma è vivo e reale, e si sta muovendo verso le case della maggior parte degli italiani.

Servizi come Chilli, Infinity, Mediaset Premium, Sky online, Netflix stanno portando una vera e propria rivoluzione, che sicuramente porterà a delle modifiche pesanti anche per quanto riguarda il digitale terrestre.
La diffusione di tantissimi televisori Smart, che si connettono a internet per ricevere il segnale televisivo, sta rendendo i decoder e il digitale terrestre un prodotto obsoleto.

Certo l’Italia è un mercato molto lento a recepire le novità, soprattutto per il fatto che il nostro paese è abitato da un’alta percentuale di anziani.
Nonostante questo i nuovi prodotti si diffondono e sicuramente nei prossimi anni faranno sentire il loro peso in modo sempre più evidente.

Come cambia la TV?
Grazie ai servizi televisivi di nuova generazione non è più il broadcast che decide a che ora viene trasmesso un film, o quando una persona si deve sedere davanti alla TV.
I nuovi servizi televisivi sono totalmente on demand, ed è il canale Tv che si adegua totalmente e passivamente alle esigenze del telespettatore.

Sempre più persone guardano il TG o il giornale online, quando hanno tempo e non durante i pasti (giusto per fare un esempio).
Grazie a prodotti come Netflix o Sky Online è possibile occupare il tempo libero per guardare un’intera serie TV o un film con tutti i suoi sequel, prequel e spin off come ad esempio la saga di Guerre Stellari.

Come?
Beh, i nuovi servizi mettono a disposizione un’ampia videoteca, dove l’utente può scegliere ciò che vuole vedere, quando lo desidera e nei tempi che preferisce.
Non esiste più il concetto del “film del sabato sera” o della serie TV che va in onda una puntata alla volta: oggi è possibile stravolgere le regole del broadcasting, decidendo in autonomia quando e cosa guardare.
Sicuramente questi nuovi prodotti, sempre più diffusi, renderanno lo switch off verso il nuovo standard del digitale terrestre molto meno pesante rispetto a quello avvenuto qualche anno fa.

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