Google DeepMind ha annunciato il 28 ottobre Gemini 4 Carbon, nuovo modello di intelligenza artificiale arrivato appena due settimane dopo Gemini 4 Argon. Il punto di forza dichiarato è la cybersicurezza: 88,2% nella ricerca di vulnerabilità, 54,8% nel loro sfruttamento e 71% nella scrittura delle correzioni. Il modello però non è per tutti: l’accesso parte da un gruppo ristretto di specialisti della difesa informatica, poi toccherà ai partner del programma Fairwind.[1][2][3][4]
In breve
- Carbon è il nuovo modello Google, arrivato due settimane dopo Argon, con focus sulla sicurezza informatica.
- I benchmark dichiarati da Google lo mettono davanti a GPT-6 Astra e Claude Opus 5.5.
- L’accesso è graduale: prima i difensori, poi Fairwind, poi tutti gli altri senza data.
- Le API costano 2 e 10 dollari per milione di token, prezzi destinati a raddoppiare.
Che cos’è Gemini 4 Carbon e chi può usarlo?
Dopo il debutto di Argon nell’app Gemini e nelle API, Google ha messo sul tavolo un modello ancora più ambizioso. Lo ha firmato Koray Kavukcuoglu, vicepresidente senior di Google DeepMind, presentandolo come il più potente mai realizzato dall’azienda, con capacità avanzate nella sicurezza informatica e nei compiti lunghi svolti in autonomia, come riporta Tom’s Hardware.[4]
Il vero limite, per il lettore comune, riguarda la disponibilità. Il rilascio è volutamente graduale: i primi ad avere accesso, già nella settimana dell’annuncio, sono gli specialisti della difesa informatica, poi arriveranno altri partner con il programma Fairwind e solo dopo sviluppatori, aziende e consumatori. Secondo Tom’s Hardware, per l’Europa non c’è ancora alcuna data, e Google ha aderito al processo volontario di test pre-rilascio promosso dal governo statunitense.[1][2][4]
Quali risultati ha ottenuto nei test di sicurezza?
Intanto, chi può già provarlo si chiede come se la cavi nella sicurezza informatica. I test sulla cybersicurezza coprono l’intero ciclo della difesa, dalla scoperta della falla alla patch, cioè la correzione. Nel benchmark SEC-bench Pro, che misura l’individuazione delle vulnerabilità, Carbon segna 88,2% contro l’85,4% di GPT-6 Astra; in CWE-bench arriva al 71%, tre punti sopra Astra e quattro sopra Claude Opus 5.5, secondo quanto riporta TechPrincess.[1][4]
Il distacco maggiore si vede sullo sfruttamento delle falle. In ExploitGym, raccolta di quasi novecento vulnerabilità reali di programmi diffusi, Carbon ottiene il 54,8% con dieci ore per ogni compito. Nella tabella di ai4business GPT-6 Astra è al 42,4%, Argon al 42,0% e Opus 5.5 al 34,5%. A conti fatti, 54,8 meno 42,4 fanno 12,4 punti sul secondo. Sono prove senza filtri di sicurezza, condotte dai produttori e non verificate da terzi.[1][3]
Com’è andato sugli altri indicatori e sull’affidabilità?
Fuori dalla cybersicurezza il quadro è meno netto. Nell’Artificial Analysis Intelligence Index, aggiornato alla versione 5.0, Carbon guida con 59 punti davanti a Opus 5.5 con 58, ad Astra con 57 e ad Argon con 50. Nel confronto pubblicato da Google è in testa in 15 righe su 17, mentre OpenAI resta avanti in una prova di ingegneria del software e Anthropic in una di uso del computer, come segnala Tom’s Hardware.[2][4]
Conta anche come il modello si comporta quando lavora da solo. Secondo i dati interni di Google, Carbon riduce del 26% le azioni oltre il compito richiesto e del 29% i casi in cui fa meno del dovuto. Nel test di Gray Swan sulla prompt injection indiretta, cioè istruzioni malevole nascoste in pagine o documenti letti dall’agente, avrebbe respinto ogni attacco, contro l’1% di Opus andato a segno e l’8,5% di Astra, riferisce TechPrincess.[1][2][4]
Quanto costano le API e per quanto?
Resta il capitolo prezzi, che interessa agli sviluppatori. Per l’uso tramite API, cioè l’interfaccia con cui i programmatori collegano il modello alle proprie applicazioni, Google prevede una tariffa introduttiva di 2 dollari per milione di token in ingresso e 10 in uscita; i token in cache, già memorizzati, hanno uno sconto del 95%. Il listino ricalca quello di Argon, secondo Tom’s Hardware.[2][4]
Il periodo promozionale ha però una fine. Terminata la fase introduttiva le tariffe saliranno a 4 dollari per milione di token in ingresso e 20 in uscita, il doppio.[1][2][4]
In sintesi
- Per ora Carbon resta nelle mani di specialisti selezionati, mentre i partner Fairwind sono i prossimi in lista, seguiti da sviluppatori, aziende e utenti finali. Chi lo userà via API pagherà 2 dollari per milione di token in ingresso e 10 in uscita, cifre che a fine promozione saliranno a 4 e 20. Sui test dichiarati da Google, il modello ottiene 88,2% nella ricerca delle falle e 54,8% nel loro sfruttamento.[1][2][3][4]
Fonti
- TechPrincess: Gemini 4 Carbon, il nuovo modello di Google promette grandi risultati in tema di sicurezza informatica
- Telefonino.net: Google lancia Gemini 4 Carbon: il nuovo modello fa progressi nella cybersicurezza
- ai4business.it: Gemini 4 Carbon sfida OpenAI e Anthropic sulla sicurezza del software
- Tomshw Hardware: Gemini 4 Carbon è potentissimo, ma non puoi ancora usarlo

Lascia un commento