Spotify prepara remix e cover con l’AI: extra da 4-5 dollari

Spotify prepara remix e cover con l'AI: extra da 4-5 dollari

Spotify preparerebbe remix e cover con l’AI su brani in licenza: extra da 4-5 dollari al mese sul Premium, atteso nel primo trimestre 2027.

Spotify starebbe preparando un servizio basato sull’intelligenza artificiale che permetterà agli abbonati di creare remix e cover partendo dai brani del catalogo. Lo riferisce il Financial Times, citando persone vicine al dossier: il debutto è atteso nel primo trimestre del 2027, forse con una presentazione in concomitanza con i Grammy Awards di febbraio. La funzione sarebbe un extra opzionale da 4-5 dollari al mese da sommare al Premium. Prezzo e tempi non sono definitivi, mentre le trattative con le major musicali proseguono.[1][2][3]

In breve

  • Remix e cover AI di brani esistenti, nel primo trimestre 2027, forse presentati ai Grammy
  • Extra opzionale da 4-5 dollari al mese sopra il Premium
  • Accordi con Universal, Merlin e Believe; aperte Sony e Warner
  • Gli artisti scelgono se aderire e ricevono una quota dei ricavi

Che cosa permetterà di fare il nuovo servizio?

Cominciamo da ciò che gli utenti potrebbero fare concretamente. Il progetto non è un generatore che inventa canzoni da una frase scritta, come fanno piattaforme tipo Suno, ma uno strumento che lavora su opere già esistenti e concesse in licenza. Secondo il Financial Times, riportato da DDay e Adnkronos, un utente potrebbe trasformare un brano folk in una versione dance oppure creare una cover in cui la canzone è cantata con lo stile vocale di un altro artista aderente.[2][3]

Il servizio, del resto, si inserisce in una strategia già avviata. Finora l’approccio di Spotify ai brani generati con l’AI si è limitato a un badge dedicato agli artisti che non esistono e alla rimozione dalle raccomandazioni di decine di milioni di brani, nel nome della trasparenza. Il nuovo servizio sarebbe il passo successivo, anche se il progetto era stato annunciato già a maggio insieme a Universal Music.[1][4][2]

Quanto costerà e quando arriva?

Passando al lato economico, il costo è il punto più concreto emerso. Stando alle indiscrezioni, il servizio sarebbe un’aggiunta a pagamento per gli utenti Premium, con un sovrapprezzo di 4-5 dollari al mese. L’obiettivo sarebbe il primo trimestre del 2027, con una possibile presentazione intorno ai Grammy Awards di febbraio. Spotify, interpellata, non ha voluto commentare, e sia i tempi sia il prezzo restano indicativi.[1][2][3]

Per capire il peso della cifra basta qualche conto. A conti fatti, 4-5 dollari al mese fanno tra 48 e 60 dollari l’anno in più rispetto al solo Premium.[4]

Chi ha già firmato e chi deve ancora decidere?

Universal Music Group è stato il primo grande partner a rendere pubblica l’intesa, lo scorso maggio. In seguito sono arrivati gli accordi con Merlin, che rappresenta numerose etichette indipendenti, con Kobalt per l’editoria musicale e, più di recente, con Believe e TuneCore. Secondo il Financial Times restano invece aperte le trattative con Sony Music e Warner Music.[2][3]

L’adesione dei singoli artisti è facoltativa anche quando la casa discografica ha firmato, e secondo il quotidiano convincere le star contemporanee si sta rivelando più difficile che con interpreti affermati da più tempo. Olivia Rodrigo, sotto contratto con Universal, ha detto al Hollywood Reporter di opporsi con fermezza all’uso dell’AI nella propria musica.[2][3]

Come verranno pagati gli artisti?

Il tema dei compensi è quello su cui il progetto vuole rassicurare. Gli artisti e gli autori che decideranno di partecipare riceveranno una quota del valore generato dalle nuove versioni delle loro opere. Secondo il piano allo studio, l’ascolto di un remix creato da un fan produrrebbe royalty anche per i detentori dei diritti del brano originale, e ogni remix resterebbe collegato alla canzone di partenza.[2][3]

C’è poi la questione della visibilità dei remix sulla piattaforma. Spotify sta lavorando perché queste versioni possano entrare nelle playlist e perché gli ascolti contino a favore dei brani originali nelle classifiche. Il co-amministratore delegato Gustav Söderström ha sostenuto a settembre che gli artisti degli anni Ottanta e Novanta potrebbero trarne vantaggio, perché le versioni dei fan farebbero crescere la loro quota sui ricavi da streaming.[2][3]

In sintesi

Mettendo insieme i pezzi, il quadro è questo. Per ora si tratta di indiscrezioni del Financial Times su un servizio che Spotify ha già annunciato a maggio con Universal. L’extra da 4-5 dollari al mese, ossia 48-60 dollari l’anno, dovrebbe arrivare nel primo trimestre del 2027, magari presentato ai Grammy di febbraio. Universal, Merlin e Believe hanno firmato; Sony e Warner trattano ancora. Da seguire: gli accordi con le due major mancanti e le adesioni dei singoli artisti.[1][2][3]

Fonti

  1. TechPrincess: Spotify lavora a un’opzione a pagamento per creare remix e cover con l’AI
  2. DDay: Spotify prepara i remix con l'IA: il servizio (a pagamento) è previsto nel 2027
  3. Adnkronos Tecnologia: Spotify, nel 2027 remix e cover generati con l'intelligenza artificiale
  4. Punto Informatico: Spotify prepara un abbonamento AI con remix e cover
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