2026 ED138, candidato pianeta nano scoperto con il Rubin

2026 ED138, candidato pianeta nano scoperto con il Rubin

L’osservatorio Vera C. Rubin ha individuato 2026 ED138, un corpo ghiacciato oltre Nettuno di 600-1.500 km. Per ora è solo un candidato pianeta nano.

Il Sistema Solare potrebbe presto avere un sesto pianeta nano. Gli astronomi che lavorano sui dati dell’osservatorio Vera C. Rubin, in Cile, hanno individuato un corpo ghiacciato oltre l’orbita di Nettuno, registrato con la sigla provvisoria 2026 ED138. Il suo diametro stimato va da 600 a 1.500 chilometri e oggi si trova a circa 46 unità astronomiche dal Sole, contro le circa 40 di Plutone. Non è però ancora un pianeta nano confermato: servono nuove osservazioni per stabilirne dimensioni e forma.[1][2][3]

In breve

  • Il 13 ottobre Matthew Holman ha trovato 2026 ED138 con un nuovo codice di ricerca applicato ai dati del Rubin.
  • L’oggetto è a 46 unità astronomiche dal Sole e misura tra 600 e 1.500 chilometri.
  • Per diventare pianeta nano deve risultare sferico: serviranno osservazioni nell’infrarosso e con il telescopio Alma.

Come è stato scoperto 2026 ED138?

Cominciamo da chi ha visto per primo questo oggetto. La scoperta nasce da un lavoro di calcolo più che da un colpo d’occhio al telescopio. Come riferisce tuttotech.net, la sera del 13 ottobre 2026 l’astrofisico Matthew Holman, del Center for Astrophysics | Harvard & Smithsonian, stava analizzando con un codice di ricerca, sviluppato con il collega Kevin Napier, miliardi di rilevamenti per riconoscere quelli dovuti allo stesso corpo in movimento. Luminosità e distanza dell’oggetto lo hanno colpito: la sua prima reazione, ha dichiarato, è stata di incredulità, tanto che ha controllato subito di non avere sbagliato lui o il programma.[2][3]

Un dubbio così legittimo andava sciolto con altri dati. A fugare i dubbi ha pensato Mario Jurić, professore all’Università di Washington e responsabile del Sistema Solare per il Rubin, che ha cercato altre tracce nei cataloghi. Secondo tuttotech.net il Simonyi Survey Telescope ha osservato l’oggetto 30 volte in 20 notti, tra il 4 marzo e l’11 luglio 2026. A queste si sommano immagini d’archivio della Dark Energy Camera e il servizio ADAM Precovery dell’Asteroid Institute, che hanno riportato osservazioni fino al 2016: così l’orbita è stata ricostruita su oltre dieci anni, e i dati sono già nel database del Minor Planet Center.[1][2][3]

Quanto è grande e quanto è lontano?

Ora i numeri che contano per un possibile pianeta nano. Il corpo è una presenza di rilievo ai confini del Sistema Solare, perché sia la distanza sia la taglia lo mettono tra gli oggetti più notevoli della zona. Il team stima un diametro tra 600 e 1.500 chilometri, partendo da distanza, luminosità e albedo, cioè la capacità della superficie di riflettere la luce del Sole. Per DDay il valore più probabile è vicino ai 1.000 chilometri. Quanto alla posizione, 46 unità astronomiche, dove una unità è la distanza media Terra-Sole, equivalgono a circa 6,88 miliardi di chilometri secondo hwupgrade.[1][2][3]

Il confronto con Plutone rende l’idea della distanza. Plutone ha una distanza media dal Sole di circa 40 unità astronomiche. A conti fatti, 46 meno 40 fanno 6 unità astronomiche in più, cioè un 15% di distanza ulteriore rispetto al pianeta nano più noto. L’orbita, inoltre, è inclinata di quasi 25 gradi rispetto al piano del Sistema Solare.[4][2][3]

Perché nessuno l’aveva visto prima e cosa manca per la conferma?

La ragione per cui un oggetto simile sia sfuggito per anni, secondo DDay e tuttotech.net, sta nel punto del cielo in cui si trova: una zona vicina al piano della Via Lattea, affollata da milioni di stelle che mascheravano la sua debole traccia. Il Rubin ha invece una fotocamera da 3,2 gigapixel che riprende ripetutamente grandi porzioni di cielo, e algoritmi che isolano ciò che si muove. Jurić ha detto che trovare un oggetto di circa 1.000 chilometri è un evento che capita una volta in una generazione, e che il telescopio l’ha scovato prima di entrare a pieno regime.[1][3]

Per la promozione a pianeta nano, però, serve ancora lavoro. Per rientrare nella categoria un corpo deve avere massa sufficiente perché la propria gravità lo renda quasi sferico: per ora è solo un’ipotesi ragionevole per un oggetto ghiacciato di queste dimensioni. Secondo il Corriere, il telescopio spaziale James Webb offrirà osservazioni nell’infrarosso, mentre il radiotelescopio Alma, operando nella banda millimetrica, rileverà il calore emesso e quindi le dimensioni effettive. Se tutto sarà confermato, 2026 ED138 si aggiungerebbe a Plutone, Cerere, Eris, Haumea e Makemake.[4][3]

In sintesi

  1. Il quadro, a questo punto, è abbastanza chiaro. Il Rubin ha dunque portato alla luce un candidato pianeta nano che, se le misure reggeranno, sarebbe il sesto riconosciuto dopo i cinque attuali. È stato trovato il 13 ottobre, a 46 unità astronomiche dal Sole contro le 40 di Plutone, e misura tra 600 e 1.500 chilometri. Il passo successivo sono le osservazioni nell’infrarosso con il James Webb e quelle con Alma, che dovranno chiarire dimensioni reali e forma sferica, condizioni per la classificazione.[4][2][3]

Fonti

  1. DDay: Il Rubin Observatory scopre un nuovo candidato pianeta nano più grande e più lontano di Plutone
  2. hwupgrade: Potrebbe essere stato scoperto un nuovo pianeta nano nel Sistema Solare grazie all'osservatorio Vera C. Rubin: si chiama 2026 ED138
  3. tuttotech.net: Il Vera C. Rubin Observatory scopre il suo primo candidato pianeta nano oltre Plutone
  4. Corriere Tecnologia: Oltre Nettuno e Plutone (forse) c’è un nuovo pianeta nano: la scoperta dell' osservatorio Vera Rubin in Cile
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