Nuovi attacchi ai frigo dei supermercati in cinque Paesi europei

Nuovi attacchi ai frigo dei supermercati in cinque Paesi europei

Nella notte tra l’1 e il 2 novembre frigoriferi e congelatori di decine di supermercati europei sono stati portati a 50 °C. L’Ue attiva CYCLONe.

Nella notte tra l’1 e il 2 novembre i sistemi di refrigerazione di decine di supermercati in Belgio, Lussemburgo, Svezia, Estonia e Irlanda sono stati manomessi a distanza, con frigoriferi e congelatori portati fino a 50 °C e grandi quantità di alimenti da buttare. L’episodio ricalca l’attacco del 12 ottobre contro centinaia di negozi francesi. Il commissario Ue all’agricoltura Christophe Hansen parla di un tentativo deliberato di colpire la catena alimentare, mentre l’Unione ha attivato la rete di coordinamento CYCLONe.[1][2][3][4][5]

In breve

  • Quali catene e Paesi sono stati colpiti nella notte tra l’1 e il 2 novembre
  • Perché i controller Danfoss non aggiornati sono il filo comune degli attacchi
  • Come risponde l’Unione europea, con CYCLONe e le parole del commissario Hansen

Quali supermercati sono stati colpiti e dove?

Come sapete, a metà ottobre la Francia aveva già vissuto un attacco simile, e la nuova ondata è arrivata nella notte tra il 1 novembre e il 2 novembre in più Paesi insieme. In Belgio, secondo il Corriere, circa 40 supermercati Delhaize hanno registrato improvvisi aumenti di temperatura, mentre Carrefour ha confermato disservizi in 15 dei suoi 700 negozi, come riporta Tom’s Hardware. Problemi sono stati segnalati anche da Spar, Colruyt, Intermarché e da un punto vendita Ikea a Mons, oltre che in alcuni negozi del Lussemburgo.[2][3][1]

Il quadro si allarga guardando oltre il Belgio. In Svezia la catena Coop ha contato sei negozi colpiti su circa 800, mentre Ica ha parlato di un numero limitato di punti vendita, che si collegano a Internet fuori dalla rete centrale del gruppo. In Irlanda il gruppo Musgrave ha confermato un incidente che ha coinvolto i sistemi di refrigerazione di 13 supermercati SuperValu, con prodotti freschi e surgelati ritirati per precauzione. In Estonia, secondo il Corriere, l’intervento dei tecnici in una decina di minuti avrebbe evitato danni significativi.[3][1][2]

Cosa accomuna questi episodi agli attacchi francesi?

Il filo che lega i casi è nei controller. Secondo Tom’s Hardware e il Corriere, al centro degli episodi ci sono i controller del produttore danese Danfoss, apparecchi che governano macchine fisiche e spesso sono raggiungibili via web dalle società di manutenzione. Il responsabile estone di Kitman Coldtech ha spiegato alla tv pubblica Err che sono stati presi di mira sistemi Danfoss di vecchia generazione, con modalità analoghe a quelle osservate in Francia. Danfoss aveva già detto, dopo l’attacco francese, che molte apparecchiature erano prodotti a fine vita, privi di aggiornamenti.[3][2]

Resta il tema della messa in sicurezza, lenta. Il gruppo belga Sabcobel aveva avviato la bonifica dei propri impianti dopo il 12 ottobre, ma circa il 10% non era ancora stato sistemato e alcuni si trovavano nei negozi colpiti il 12 ottobre. Secondo l’amministratore delegato Stephan Moelans, senza quell’intervento l’impatto sarebbe stato ben più ampio. In Svezia, ha riferito Coop, i sei negozi interessati erano collegati a una rete mobile 4G e non al 5G aggiornato, e il capo del centro nazionale per la cybersicurezza John Billow ha detto a Reuters di aver rilevato molti dispositivi operativi esposti in rete.[3][1]

Come ha risposto l’Unione europea?

Sul piano politico, Bruxelles ha reagito il 2 novembre. La Commissione europea ha confermato di essere al corrente degli attacchi e, per coordinare la risposta tra gli Stati membri, sta ricorrendo a CYCLONe, la rete europea per la condivisione delle informazioni in caso di incidenti informatici su larga scala. Un portavoce ha ricordato anche gli strumenti normativi disponibili: il Cyber Resilience Act, che fissa requisiti di sicurezza per i prodotti digitali, il Cyber Solidarity Act e la direttiva NIS2, che impone obblighi a operatori di servizi essenziali e infrastrutture critiche.[4]

Più netto il giudizio del commissario all’agricoltura. Christophe Hansen ha definito il ripetersi degli attacchi «profondamente preoccupante» e un tentativo deliberato di interrompere la catena di approvvigionamento alimentare. Ha aggiunto che la sicurezza alimentare nell’Ue non è attualmente a rischio, anche se spreco alimentare e impatto sulle imprese sono reali. I servizi della Commissione avevano incontrato a ottobre i rivenditori colpiti, e Hansen ha detto che solleverà la questione con i colleghi commissari alla prossima riunione del collegio.[5][2]

In sintesi

Il bilancio, a questo punto, è chiaro nelle sue linee essenziali. La seconda ondata, tre settimane dopo quella francese del 12 ottobre, ha toccato cinque Paesi con temperature portate fino a 50 °C, tra cui circa 40 Delhaize e 15 Carrefour in Belgio e 13 SuperValu in Irlanda. Sul fronte europeo, l’attesa è per la prossima riunione del collegio dei commissari, dove Hansen porterà la questione.[2][3][5]

Fonti

  1. DDay: Nuovi attacchi informatici ai frigo europei: dopo la Francia, sbrinati impianti in Belgio, Svezia ed Estonia
  2. Corriere Tecnologia: Attacco informatico contro i supermercati in cinque Paesi europei, dalla Svezia al Belgio: fuori uso i congelatori
  3. Tomshw Hardware: Un attacco informatico ai frigoriferi colpisce supermercati in tutta Europa
  4. SmartWorld: La UE attiva CYCLONe dopo i cyberattacchi ai supermercati europei
  5. ANSA Tecnologia: Ue, attacchi ai supermercati tentativo d'interrompere approvvigionamento alimentare
Spread the love

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.