La NASA ha pubblicato il 29 ottobre una richiesta di informazioni rivolta all’industria spaziale commerciale per una missione che prolunghi la vita del telescopio spaziale Hubble. Lanciato nel 1990, Hubble perde lentamente quota e, secondo le analisi dell’agenzia, rientrerà nell’atmosfera tra il 2033 e il 2034. L’idea è portarlo ad almeno 600 chilometri di altitudine con un lancio entro il 2032. Le aziende interessate hanno tempo fino al 30 novembre per presentare le proposte.[1][2][3]
In breve
- La NASA chiede ai privati proposte per alzare l’orbita di Hubble entro il 30 novembre.
- Hubble non ha motori e rientrerà tra il 2033 e il 2034.
- Tre le opzioni allo studio: più quota, manutenzione, rientro controllato.
- Il precedente di Swift e la rinuncia a Dragon pesano sul piano.
Che cosa ha chiesto la NASA e a chi?
Il passo concreto è una Request for Information, cioè una richiesta con cui l’agenzia raccoglie idee e capacità dalle aziende prima di decidere se avviare una vera missione. Secondo il Corriere, è stata pubblicata il 29 ottobre e punta a riportare Hubble ad almeno 600 chilometri di quota, in modo da allungarne la vita scientifica. Il lancio dovrebbe avvenire entro il 2032.[1][2]
Sul perché la NASA voglia farlo, parla il suo vertice. L’amministratore Jared Isaacman ha spiegato che Hubble ha ancora davanti a sé scienza importante e che, se esistono modi innovativi ed economici per prolungare la vita di un bene già in orbita, l’agenzia lo deve ai contribuenti americani e alla comunità scientifica. Nicky Fox, direttrice associata della Science Mission Directorate, ha aggiunto che il settore commerciale è cresciuto in fretta e offre ora nuove capacità di aggancio e manutenzione dei satelliti, come riporta Hardware Upgrade.[1][2]
Perché Hubble rischia di cadere?
Capire l’urgenza richiede di guardare all’orbita del telescopio. Hubble si trova in orbita bassa, dove resta una traccia di atmosfera che lo frena in modo continuo, e secondo Punto Informatico oggi è a circa 470 chilometri di altitudine. Non ha un sistema di propulsione per risalire da solo, quindi la quota cala lentamente. Per la NASA il rientro è atteso tra il 2033 e il 2034, mentre la missione dovrebbe svolgersi entro il 2032.[1][2][3]
In passato il problema si risolveva con gli astronauti. Tra il 1993 e il 2009 cinque missioni dello Space Shuttle hanno riparato e potenziato il telescopio, e nel 2002 lo Shuttle Columbia lo spinse su un’orbita più alta. Con la chiusura del programma Shuttle nel 2011, come ricorda il Corriere, la NASA non dispone più di un veicolo proprio capace di raggiungerlo. A conti fatti, la quota da recuperare è di circa 130 chilometri: 600 meno 470.[2][3]
Quali opzioni sono sul tavolo?
La richiesta non riguarda una sola soluzione. Secondo Hardware Upgrade e Punto Informatico, l’agenzia valuta tre strade: una missione per portare Hubble più in alto, un intervento di manutenzione per sostituire componenti e potenziarne le capacità, oppure un rientro controllato e sicuro nell’atmosfera, o uno smaltimento orbitale, al termine della vita operativa. Le aziende possono quindi proporre soluzioni diverse a seconda delle proprie capacità.[1][3]
Anche il tipo di veicolo è già in parte delineato. Isaacman non pensa che serva un’attività extraveicolare, cioè una passeggiata spaziale: le operazioni potrebbero essere affidate a missioni robotiche, che riducono i rischi per un equipaggio. Punto Informatico aggiunge che non verrà usata una Dragon, perché SpaceX ritirerà le navicelle entro il 2030.[1][3]
Perché il precedente di Swift conta?
Un caso recente mostra quanto sia difficile l’impresa. La NASA aveva affidato a Katalyst, con un contratto da 30 milioni di dollari, la costruzione di Link, un veicolo robotico per agganciare il telescopio Swift e riportarlo su un’orbita più alta. Swift non ha punti di aggancio né un motore proprio. Durante una prova dei motori un piccolo propulsore si è acceso senza spegnersi più e la manovra per fermare la rotazione ha consumato troppo propellente: ad agosto la missione è stata dichiarata fallita, riferisce il Corriere. Per Swift il rientro è previsto tra il 3 e il 6 novembre.[2][3]
Hubble ha già conosciuto una proposta simile. Nel 2022 NASA e SpaceX avevano studiato l’uso di una capsula Dragon per spingerlo più in alto, idea legata a Isaacman, ma due anni dopo l’agenzia ha rinunciato giudicando i rischi per il telescopio troppo elevati. Isaacman ha scritto su X che esiste un’altitudine oltre la quale non si torna indietro, ma che vale la pena provare. Secondo il Corriere, stavolta la NASA chiede alle aziende di farsi carico di tutti i costi, in cambio probabilmente di visibilità.[1][2]
In sintesi
- Il quadro, a questo punto, è abbastanza lineare. Hubble non può correggere da solo la propria discesa, e per rallentarla l’agenzia si affida ai privati con una richiesta di informazioni che prevede un lancio senza astronauti. Dopo il fallimento della missione su Swift, il banco di prova saranno le proposte delle aziende, da inviare entro il 30 novembre: serviranno a capire se il telescopio, in orbita dal 1990, potrà salire ad almeno 600 chilometri prima del 2032.[1][2][3]
Fonti
- hwupgrade: Telescopio spaziale Hubble: la NASA cerca l'aiuto dell'industria privata per prolungarne la vita
- Corriere Tecnologia: Il telescopio Swift staprecipitando sulla Terra. Hubble lo seguirà tra qualche anno: la Nasa senza soldi e veicoli chiede aiuto ai privati per salvarlo di Cristina Marrone
- Punto Informatico: Hubble Space Telescope: missione di salvataggio della NASA?

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