Un PC Windows che si accende con fatica o si pianta dopo qualche mese di uso ha quasi sempre le stesse cause: un disco troppo pieno, programmi che partono da soli e una memoria occupata da utility non indispensabili. Si può intervenire senza strumenti a pagamento. Questa guida, valida per Windows 10 e Windows 11, spiega a chi usa il PC ogni giorno come capire dove sta il problema, come ridurre i programmi che si avviano con il sistema e come recuperare spazio sul disco, comprese le cartelle che Windows conserva dopo un aggiornamento.[1][2][3]
In breve
- Il rallentamento nasce di solito da disco pieno, programmi residui e memoria occupata da utility.
- Da Impostazioni o Gestione attività si disattivano le app all’avvio senza disinstallarle.
- Per liberare spazio si eliminano o comprimono i file e si valuta la cartella Windows.old.
Perché Windows è lento?
Quando un computer che andava bene comincia a rallentare senza motivo evidente, la spiegazione è spesso banale. Secondo LG, nella maggior parte dei casi il disco si è riempito troppo, alcuni programmi non sono stati disinstallati bene e la memoria è occupata da molte utility, non tutte indispensabili. Conviene quindi distinguere i due tipi di memoria: la RAM, che serve a far girare i programmi, e il disco fisso, dove sono archiviati programmi e dati come foto, musica e documenti.[2]
Prima di toccare qualcosa, una precauzione. LG raccomanda di fare una copia di backup dei file più importanti prima di qualunque intervento, su un disco esterno, su chiavette USB o su un servizio cloud come Google Drive. Se il rallentamento è comparso all’improvviso, il primo consiglio è una scansione antivirus approfondita, lanciata subito dopo il riavvio e prima di aprire altri programmi, perché anche gli antivirus lavorano in silenzio ma consumano parecchie risorse.[2]
Poi c’è la memoria, che si satura più in fretta di quanto sembri. Aprire troppi programmi e finestre insieme esaurisce la RAM, quindi vale la pena chiudere ciò che non serve. Vicino all’orologio, nella barra delle applicazioni, compaiono icone di utility attive in background: alcune sono importanti, come l’antivirus, altre si possono chiudere con il tasto destro e la voce Chiudi. Se non ne riconosci una, secondo LG non rischi danni, perché al riavvio si riattiva da sola. Anche la sospensione è comoda, ma non azzera la memoria: spegnere e riaccendere sì, e LG suggerisce di farlo almeno una volta al mese.[2]
Come si tolgono i programmi dall’avvio?
E all’accensione, che cosa succede nei primi secondi dopo l’accesso? All’accesso Windows non carica solo il sistema: avvia anche una serie di programmi in background, alcuni utili come antivirus o OneDrive, altri che rallentano inutilmente la partenza. Disattivarli aiuta il PC ad accendersi più in fretta e riduce la memoria consumata subito dopo l’accesso, come spiega SoluzioneComputer. Disattivare non significa disinstallare: il programma resta sul computer e si può aprire a mano quando serve.[1]
- Si apre Impostazioni e si va su App, poi Avvio. Su Windows 10 il percorso è molto simile.[1]
- Se la voce Avvio non si trova, si scrive «app di avvio» nella barra di ricerca di Windows. Poi si apre il risultato corrispondente.[1]
- Nell’elenco si disattivano le app che non servono subito all’accesso. Restano attive solo quelle davvero utili.[1]
- In alternativa si apre Gestione attività, chiamata anche Task Manager. Lì si va nella sezione Avvio.[1]
- Si guarda la colonna Impatto di avvio. Indica quali programmi pesano di più sulla partenza del sistema.[1]
Resta il caso opposto, cioè far partire un programma da soli. Se un’app non compare in Impostazioni, per aggiungerla all’avvio si può usare la cartella Esecuzione automatica, che si apre con il comando shell:startup: basta inserirvi un collegamento al programma. Tutto ciò che sta in quella cartella parte all’accesso a Windows, quindi vale la regola opposta a quella appena vista: meno elementi ci sono, meglio è.[1]
Come si libera spazio sul disco?
Lo spazio, a sua volta, è l’altra metà del problema. Il primo passo è sbarazzarsi dei file inutili, tenendo presente, ricorda LG, che video e foto occupano molto più spazio di documenti di testo o tabelle Excel. Per i file che non si usano spesso ma che si vogliono conservare c’è la compressione: con utility come 7zip o Winrar, oppure da Esplora file selezionando i file, cliccando con il tasto destro e scegliendo Invia a, poi Cartella compressa.[2]
Ci sono poi cartelle che Windows tiene per prudenza. Dopo un aggiornamento il sistema conserva Windows.old, che serve a un solo scopo: tornare indietro se l’aggiornamento è andato male. Secondo MasterTrend occupa tra 10 e 15 GB, un peso rilevante su dischi piccoli, e può essere eliminata dalle Impostazioni di Windows se il sistema funziona bene da diversi giorni. Eliminarla significa però rinunciare alla possibilità di tornare alla versione precedente.[3]
Un’ultima nota sul margine che si può recuperare. Sempre secondo MasterTrend, con le pulizie giuste si arriva a recuperare fino a 30 GB, ma ogni metodo ha un prezzo, perché cancella dati che Windows tiene per eventuali emergenze. La testata sconsiglia di intervenire subito dopo un aggiornamento, finché la stabilità del sistema non è confermata, e indica come casi in cui conviene agire quelli in cui il disco pieno blocca gli aggiornamenti o provoca errori ricorrenti.[3]
In sintesi
Il quadro si riassume in poche regole pratiche. Per far tornare reattivo un PC Windows si lavora su tre fronti: alleggerire la memoria chiudendo ciò che non serve e riavviando almeno una volta al mese, ridurre le app che partono con l’accesso da Impostazioni o Gestione attività, e liberare disco eliminando o comprimendo i file. La cartella Windows.old pesa tra 10 e 15 GB, mentre le pulizie più spinte possono arrivare a 30 GB recuperati. Prima di ogni intervento resta valido il backup dei file importanti.[1][2][3]
Fonti
- SoluzioneComputer: Programmi all’avvio di Windows 11 e 10: come gestirli
- LG Magazine: PC lento? Consigli per velocizzarlo
- MasterTrend: Gestione dello spazio su disco di Windows su dischi pieni senza errori nascosti

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