Un attacco informatico da circa 6,3 miliardi di dollari (poco meno di 5,6 miliardi di euro) ha colpito Binance, il maggiore exchange di criptovalute del pianeta. Nella notte tra il 29 e il 30 ottobre la società ha reso noto di avere già messo al sicuro circa 3 miliardi e di aver sospeso i prelievi. Assicura che i fondi dei clienti sono protetti e che le perdite verranno coperte. TRM Labs parla del furto più grande mai registrato nel settore e lo attribuisce al gruppo nordcoreano TraderTraitor.[1][2][3]
In breve
- Come è avvenuto l’attacco e quali portafogli sono stati svuotati
- Quanto è stato bloccato e chi coprirà le perdite
- Chi sarebbe dietro il furto e come si confronta con il record precedente
- Cosa succede ora a depositi e prelievi
Come hanno colpito Binance?
Ma come hanno fatto gli aggressori a entrare nei sistemi di Binance? Dall’indagine preliminare pubblicata da Binance emerge che l’accesso sarebbe avvenuto tramite il laptop compromesso di un ingegnere DevOps, cioè chi si occupa dei server su cui il software dell’azienda va in produzione. Da lì gli aggressori sarebbero arrivati a un service container, uno spazio isolato che ospita un solo servizio interno, e avrebbero mandato richieste di prelievo non autorizzate. Binance afferma di non avere trovato prove che le chiavi private dei wallet siano state rubate.[2][3]
La ricostruzione di TRM Labs mostra tempi sorprendenti. Il primo movimento anomalo risale a circa le 21:05 italiane, sul XRP Ledger, la rete della criptovaluta XRP. A seguire, i wallet di Binance su Solana, Bitcoin, Tron ed Ethereum hanno trasferito i propri saldi verso indirizzi riconducibili a un solo autore; quasi tutto il denaro è sparito in circa venti minuti, attraverso dieci blockchain. Subito dopo la mezzanotte un secondo attacco ha toccato Avalanche e Polygon. Si trattava di hot wallet, portafogli connessi a internet che servono a pagare i prelievi in tempo reale.[2]
I numeri per singola criptovaluta sono precisi. Ethereum pesa di più, con circa 3,8 miliardi di dollari; seguono Bitcoin, con 18.270 BTC pari a circa 1,47 miliardi, e Tron, con circa 628 milioni. CoinDesk, ripresa da DDay, riferisce che i bitcoin sono stati spostati su 19 wallet, di cui diciassette con esattamente 1.000 BTC l’uno, e che all’alba del 30 ottobre erano tutti fermi.[2]
Quanto è stato recuperato e chi paga?
Davanti a questi movimenti, Binance sostiene di aver bloccato una quota importante dei fondi: circa 3 miliardi di dollari congelati insieme a partner blockchain e autorità. Il congelamento ha riguardato soprattutto le stablecoin, criptovalute agganciate al dollaro i cui emittenti possono rendere inutilizzabili i token di un indirizzo: Tether ha bloccato quasi 1,57 miliardi in USDT, Circle più di 800 milioni in USDC. La cofondatrice Yi He afferma che Ripple avrebbe fermato circa 200 milioni, mentre World Liberty Financial ne ha bloccati 27.[2][3]
Intanto il resto è ancora nelle mani di chi ha compiuto il colpo. Per anticipare i blocchi, l’attaccante ha convertito stablecoin in ether, che nessuno può congelare, e secondo TRM ha ceduto circa 325 milioni di USDT a operatori professionali, accettando un prezzo inferiore di oltre il 10%. Si stima che abbia ancora circa 2,4 miliardi di dollari in asset non congelabili, in prevalenza ether e bitcoin. A conti fatti, 6,3 miliardi meno 3 miliardi bloccati fanno 3,3 miliardi non fermati.[2][3]
Per gli utenti la questione è chi pagherà. Binance promette di coprire ogni perdita con il SAFU, il fondo di emergenza nato nel 2018 con circa 1 miliardo di dollari in bitcoin, e con risorse proprie. Il co-fondatore Changpeng Zhao ha ripetuto che i fondi dei clienti sono al sicuro. Stando al rapporto annuale 2025, la società dichiara 335 milioni di utenti e circa 162,8 miliardi di dollari in custodia.[1][2][3]
Chi c’è dietro e quanto pesa rispetto al passato?
Le indagini puntano verso la Corea del Nord. Aziende di sicurezza e investigatori collegano l’operazione a TraderTraitor, un gruppo scelto di hacker nordcoreani, già indicato dall’FBI per il colpo a Bybit del 2025. Nessun governo ha formalizzato un’attribuzione, e Pyongyang non ha replicato alle richieste di commento di Reuters, come riferisce DDay.[1][2]
Il confronto con il record precedente dà la misura. Il furto a Bybit, a febbraio 2025, valeva 1,5 miliardi di dollari: il colpo a Binance ne vale circa quattro volte tanto. Nel 2025 gli attacchi al settore avevano fruttato in tutto 2,9 miliardi di dollari in quasi 150 episodi, quindi il solo caso del 29 ottobre supera di oltre il doppio quel totale. Per Binance la perdita equivale a circa il 4% degli asset, secondo DDay.[2]
Cosa succede ora a depositi e prelievi?
Sul fronte del servizio, infine, i messaggi non sono stati uniformi. Il comunicato notturno includeva tra le misure di cautela lo stop temporaneo a depositi e prelievi. Circa due ore più tardi Yi He ha precisato su X che i depositi non sono mai stati toccati, mentre i prelievi restano fermi per un rafforzamento della sicurezza del servizio. Secondo un post di Binance, il riavvio è previsto entro 48 ore.[2][3]
Dopo la promessa di ripartire, restano gli impegni sulle verifiche e sul coinvolgimento delle autorità. Binance ha annunciato una relazione tecnica completa a indagine conclusa e un aggiornamento della Proof of Reserves, la verifica delle riserve, a fine rimedi. Ha anche revocato l’autorizzazione degli indirizzi interessati e coinvolto forze dell’ordine e società di analisi blockchain. Nelle stesse ore anche Polymarket si è fermata per un incidente di sicurezza, ma i due eventi non risultano correlati.[3]
In sintesi
Il quadro, in poche righe, è questo. L’attacco a Binance ha un impatto stimato di 6,3 miliardi di dollari, di cui circa 3 miliardi congelati, mentre l’attaccante controllerebbe ancora circa 2,4 miliardi non bloccabili. L’azienda assicura che nessun utente perderà fondi grazie al SAFU, da circa 1 miliardo, e alle proprie risorse. Il sospetto ricade su TraderTraitor, ma senza attribuzioni ufficiali. Da seguire la ripresa dei prelievi, attesa entro 48 ore, e la relazione tecnica che Binance pubblicherà a indagine conclusa.[2][3]
Fonti
- Il Post Internet: La piattaforma di scambio di criptovalute Binance ha detto di aver subìto un attacco informatico da 6,3 miliardi di dollari
- DDay: Il furto del secolo delle criptovalute: hacker rubano 6,3 miliardi di dollari a Binance in venti minuti
- Punto Informatico: Binance sotto attacco: stop al trading

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