Se hai comprato Xenoblade Chronicles 2 nel 2017 e lo hai lasciato a metà perché il gioco arrancava appena il mondo si apriva, questa è la notizia che ti riguarda. Dal 30 luglio 2026 esiste una versione rifatta per Nintendo Switch 2, e chi ha già il gioco originale non deve ricomprarlo: paga solo un pacchetto di aggiornamento a parte.
Il punto della riedizione è tutto qui, e conviene dirlo subito senza giri: il gioco gira al doppio dei fotogrammi al secondo rispetto a prima. Il resto — una nuova modalità di combattimento, un personaggio inedito da sbloccare, l’espansione Torna aggiornata gratis — sono aggiunte gradite, ma il motivo per cui la community ne parla è la fluidità. Sotto trovi cosa comprende il pacchetto, cosa cambia davvero mentre giochi, il difetto che Nintendo ha già ammesso e come si incastra il tutto nel piano che l’azienda ha preparato per l’intera saga.
60 fps invece di 30: perché è questo il cambiamento che conta
Partiamo dai numeri, che sono la sostanza della riedizione. Su televisore la Xenoblade Chronicles 2 – Nintendo Switch 2 Edition arriva a risoluzione 4K con 60 fps stabili, sui televisori che quella risoluzione la supportano; in modalità portatile scende a 1080p ma tiene comunque i 60 fps.
Se i termini non ti dicono granché: gli fps sono i fotogrammi disegnati ogni secondo, cioè quanto scorre morbida l’immagine mentre ti muovi. L’originale del 2017 ne puntava 30, e nemmeno sempre. La versione nuova ne fa 60: è esattamente il doppio, ed è un raddoppio che si sente subito, non un dettaglio da confrontare in un video al rallentatore.
Conta anche il “sempre”. Il problema della versione Switch non era solo la soglia bassa, era la sua instabilità: il frame rate ballava proprio dove il gioco dava il meglio di sé, cioè nelle aree più larghe di Alrest, la terra fatta di titani che galleggiano sopra un mare di nuvole. Chi ha giocato ricorda i cali in zone come Gormott o Uraya. È il motivo per cui una riedizione che si limita a stabilizzare le prestazioni, senza toccare niente della struttura, viene percepita come un gioco diverso.
Sui social il giudizio è arrivato in fretta e senza mediazioni. Un giocatore tedesco, Micha (@Fisam87), il 30 luglio ha consigliato su X a chiunque segua la saga di tirare fuori i dieci euro dell’aggiornamento, parlando di una differenza «incredibile» e mettendo l’accento proprio sui 60 fps. È il post di un singolo utente, non una recensione — ma è rappresentativo del tono con cui la riedizione è stata accolta nei giorni successivi al lancio.
Hai già il gioco del 2017? Paghi solo la differenza
Questa è la domanda pratica più frequente, e la risposta è chiara: se sul tuo Nintendo Switch c’è una copia di Xenoblade Chronicles 2, ricomprare il gioco intero non serve. Nintendo vende separatamente un pacchetto upgrade che sblocca tutto quello che caratterizza la Switch 2 Edition — miglioramenti grafici e contenuti inediti compresi — a una cifra nettamente inferiore al prezzo pieno. Per usarlo serve però avere davvero il gioco base: il pacchetto non è una versione autonoma.
C’è un caso limite che merita attenzione, perché riguarda parecchi giocatori di vecchia data ed è il punto in cui la regola cambia. Torna – The Golden Country, l’espansione narrativa uscita per conto suo nel 2018, dal 30 luglio riceve un aggiornamento software gratuito che le porta 4K e 60 fps su televisore e 1080p a 60 fps in portatile. Gratuito, però, solo per chi ha Torna nella sua versione fisica a sé stante. Chi invece se lo ritrova perché incluso nel Pass di espansione del gioco base, quelle stesse migliorie le sblocca solo comprando il pacchetto della Switch 2 Edition.
Detto altrimenti: due giocatori che hanno giocato lo stesso identico contenuto si trovano davanti a due prezzi diversi, e quello che decide non è cosa possiedono ma come l’hanno comprato a suo tempo. Abbiamo dedicato un articolo a parte a cosa comprende esattamente il pacchetto upgrade e a chi conviene, incluse le reazioni dei primi giocatori che l’hanno provato.
Assalto Mercenario e MOMO: le aggiunte al gioco
La riedizione non si ferma al comparto tecnico. Ci sono contenuti pensati apposta per questa versione, e il più interessante cambia una regola di fondo del combattimento.
Nel Xenoblade Chronicles 2 originale i Gladius — le entità che i personaggi evocano e usano come armi viventi, ognuna con le sue abilità — si comandano solo in modo indiretto: dai un input al tuo personaggio, il Gladius risponde di conseguenza. La nuova modalità Assalto Mercenario ribalta l’impostazione e permette per la prima volta di controllare direttamente i Gladius, con un sistema di combattimento action. È l’unica novità della Switch 2 Edition che tocca il modo in cui si gioca, non solo l’aspetto.
Accanto a questa ci sono un Gladius raro mai apparso prima, MOMO, che si ottiene completando una missione inedita, e alcuni design esclusivi per l’equipaggiamento, dedicati all’aspetto di Pyra e Mythra.
Vale la pena notare cosa non c’è in questo elenco: nessuna riscrittura della storia, nessuna revisione del sistema di gioco originale. La Switch 2 Edition è una rimessa a nuovo, non un rifacimento — e chi si aspettava che venissero limate le asprezze del titolo del 2017 sa già che non è questo il caso.
Il primo difetto ammesso: gli slot accessori che spariscono
A meno di una settimana dal lancio è arrivato anche il primo problema tecnico riconosciuto ufficialmente. Nintendo Support Giappone lo ha confermato su X il 5 agosto 2026: in certe condizioni un personaggio si ritrova con due caselle per gli accessori invece di tre.
Il difetto non colpisce a caso, e questo lo rende meno preoccupante di quanto sembri. Servono due condizioni verificate insieme: aver già portato gli slot a tre con il Kit di espansione accessori, e poi scansionare un amiibo dal menu Sistema ottenendo come ricompensa dei Punti Bellici Bonus. Se l’amiibo restituisce un premio di altro tipo, non succede nulla. Chi non ha ancora sbloccato il terzo slot, quindi, non incontra proprio il problema.
La parte rassicurante è che non si perde niente: l’accessorio che stava nello slot sparito resta nell’inventario, semplicemente non si vede né si usa finché la casella manca. Nella stessa comunicazione Nintendo ha confermato un secondo difetto indipendente, la musica dei combattimenti a un volume più basso del previsto, e ha detto di stare lavorando a un aggiornamento che sistemi entrambi. Alla data del comunicato la data di uscita della patch non era stata indicata. I dettagli su come si innesca e cosa sappiamo della correzione stanno nel nostro approfondimento sul bug degli slot accessori.
Voci inglesi o giapponesi: l’impostazione nascosta dietro un DLC
C’è un aspetto che non riguarda la Switch 2 Edition in particolare, ma che quasi ogni nuovo giocatore incontra nelle prime ore: le voci dei personaggi si possono ascoltare in inglese o in giapponese, e la scelta è indipendente dalla lingua di testi e menu. Puoi tenere i sottotitoli in italiano e sentire Rex e Pyra parlare giapponese.
Il passaggio che manda in confusione è un altro. Nel menu l’opzione giapponese non compare se mancano due requisiti: un DLC gratuito dedicato, il “Pacchetto Audio Giapponese”, da scaricare dall’eShop, e una versione del gioco pari o superiore alla 1.1. Senza quei due requisiti la voce semplicemente non c’è, e sembra un gioco che non supporta quella lingua — mentre invece la supporta. La procedura completa, con il percorso esatto nei menu e le domande più frequenti, è nella nostra guida al cambio della lingua audio. Resta valida anche sulla Switch 2 Edition.
Dove si inserisce nel piano di Nintendo per la saga
La riedizione non è un episodio isolato: fa parte di un percorso che Nintendo ha svelato per intero durante il Direct del 9 giugno 2026, dove ha presentato le Switch 2 Edition della trilogia insieme al nuovo capitolo Xenoblade Genesis.
Messe in fila, le date raccontano un piano che copre l’anno da parte a parte:
- febbraio 2026 — Xenoblade Chronicles X: Definitive Edition, primo arrivo su Switch 2 con 4K e 60 fps stabili;
- 30 luglio 2026 — Xenoblade Chronicles 2 – Nintendo Switch 2 Edition in digitale sull’eShop; in digitale sull’eShop c’era già, da quel giorno arriva in negozio anche il primo capitolo, Xenoblade Chronicles: Definitive Edition – Nintendo Switch 2 Edition;
- 1° ottobre 2026 — arriva in negozio anche Xenoblade Chronicles 2, il cui preordine è già aperto sul Nintendo Store;
- 3 dicembre 2026 — Xenoblade Chronicles 3 – Nintendo Switch 2 Edition, con grafica migliorata e nuovi contenuti, che chiude il cerchio sulla trilogia.
Il filo è sempre lo stesso, e si era già visto: quando Xenoblade Chronicles X: Definitive Edition era arrivata a febbraio con lo stesso trattamento — 4K, 60 fps stabili — l’accoglienza era stata dello stesso tenore. Il metodo di Nintendo qui non è ambizioso: prende giochi che il pubblico ha già apprezzato, li libera dal limite tecnico della console su cui erano nati e li rimette in vendita a chi li possiede già a un prezzo ridotto. Il quadro d’insieme emerso da quel Direct lo abbiamo raccolto nell’approfondimento su Xenoblade Genesis e il nuovo inizio della saga.
A chi serve davvero questa riedizione
Riprendiamo il punto di partenza, perché la risposta dipende da chi sei.
Se il gioco lo hai già e ti eri fermato per la fluidità, il raddoppio dei fotogrammi è esattamente la cosa che ti aveva bloccato, e la spesa è una frazione del prezzo pieno. Se invece Xenoblade Chronicles 2 non lo hai mai giocato, questa è semplicemente la versione migliore in circolazione: stessa storia, stesso sistema di gioco, senza il difetto tecnico che l’aveva accompagnata per nove anni.
E se ci stavi arrivando adesso, tieni presente le due cose che dopo il lancio sono emerse come le più utili da sapere in anticipo: il DLC gratuito che serve per le voci giapponesi, che va scaricato prima e non dopo, e la condizione precisa che innesca la sparizione di uno slot accessori, tuttora in attesa della correzione annunciata da Nintendo.

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