Dopo la nuova ondata di attacchi informatici ai sistemi di refrigerazione dei supermercati europei, il 3 novembre il sottosegretario Alfredo Mantovano ha riunito a Palazzo Chigi il ministro Francesco Lollobrigida, i vertici dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale (ACN) e i direttori dell’intelligence. La nota finale del governo parla di impatto limitato in Italia, di nessun caso di rischio per la salute e di nessun allarme, pur con la massima attenzione. I casi italiani riguardano Sicilia, Toscana ed Emilia-Romagna, dove le temperature degli impianti sono state alterate a distanza.[1][2][3][4]
In breve
- In Italia colpiti quattro punti vendita Coop in Sicilia e due aziende in Toscana ed Emilia-Romagna
- Gli aggressori hanno violato il telecontrollo e portato le temperature fino a 50 gradi
- Il governo parla di impatto limitato e di nessun rischio sanitario
- L’ACN ripropone le misure di sicurezza pubblicate a metà ottobre
Che cosa è successo in Italia?
Cominciamo dai fatti nel nostro Paese, dove tutto si è giocato in poche ore. L’ondata che ha toccato diversi Paesi europei è arrivata anche da noi il 2 novembre, quando in Sicilia sono stati manomessi a distanza i banchi frigo di quattro supermercati Coop gestiti in franchising: tre a Catania e uno a Palermo. Lo ha riferito il gruppo Radenza, che gestisce circa 450 punti vendita del marchio nell’isola. L’attacco è scattato alle 4 del mattino: qualcuno ha cambiato le temperature impostate, i banchi si sono scaldati e una parte degli alimenti si è deteriorata.[1][4]
Ma la Sicilia non è stato l’unico fronte. Nella serata del 2 novembre l’ACN ha segnalato altri due casi: una notifica obbligatoria di incidente, la cosiddetta notifica NIS, arrivata da un’azienda toscana della ristorazione collettiva, e un attacco rilevato direttamente dall’Agenzia contro un’impresa emiliana che produce surgelati. A conti fatti, 4 supermercati più 2 aziende fanno 6 episodi, mentre la nota diffusa da Palazzo Chigi, secondo ANSA, parla di due episodi in Sicilia ed Emilia-Romagna. La Polizia Postale indaga sulla provenienza e sui possibili legami con gli altri Paesi.[1][2][4]
Come hanno fatto a scaldare i frigoriferi?
Resta la domanda su come si possa rovinare la merce da lontano. Il punto debole è il sistema di controllo remoto, che permette di regolare in modo centralizzato i banchi senza intervenire su ogni impianto. Danilo Radenza, amministratore delegato dell’omonimo gruppo, ha spiegato che il bersaglio è stato il telecontrollo dei banchi surgelati. Secondo Punto Informatico, chi ha attaccato ha sfruttato una falla per inviare l’istruzione che ha riscaldato i cibi, portando le temperature fino a 50 gradi.[1][5][3]
Il quadro è lo stesso già visto in Francia a metà ottobre. Lì, secondo Corriere, erano stati colpiti circa 700 supermercati: gli aggressori avevano modificato la temperatura e la durata dello sbrinamento, il ciclo che elimina il ghiaccio dalle serpentine, allungato da una a otto ore. Gli impianti erano prodotti dalla danese Danfoss, che ha confermato di essere stata compromessa per la seconda volta. Nonostante gli avvisi, secondo Punto Informatico restavano circa 5.000 sistemi vulnerabili, raggiungibili da internet.[3][4]
Quanto è grave la situazione secondo il governo?
Sul fronte governativo, però, il tono è stato molto più rassicurante di quanto lasciassero intendere quei 5.000 sistemi esposti. Palazzo Chigi ha spiegato che l’impatto è fortemente limitato: sono state interessate poche unità commerciali a fronte delle migliaia presenti sul territorio, per lo più con sistemi obsoleti, interfacce esposte su internet e autenticazione carente. La gran parte della distribuzione, secondo la nota, ha protezioni aggiornate. Non è emerso alcun rischio per la salute riconducibile a scongelamento e ogni anomalia viene notificata ai Nas dei Carabinieri.[2][6][3]
Fuori dai confini il bilancio è più pesante. Secondo Tom’s Hardware, in Irlanda SuperValu ha dichiarato guasti in 13 dei suoi 223 negozi, cioè il 5,8%, e ha ritirato i prodotti freschi e surgelati. In Belgio, secondo Corriere, circa 40 supermercati Delhaize hanno registrato aumenti di temperatura. Il commissario europeo Christophe Hansen ha parlato di un tentativo deliberato di interrompere la catena di approvvigionamento alimentare, assicurando che la sicurezza alimentare nell’Unione non è a rischio, mentre non risultano rivendicazioni.[7][8]
Che cosa raccomanda l’ACN?
Intanto l’Agenzia ha rilanciato indicazioni già note agli operatori. L’ACN ha richiamato grande distribuzione, logistica alimentare, refrigerazione industriale e manutentori alle misure pubblicate a metà ottobre dopo il caso francese. La prima richiesta è censire controllori, sistemi di supervisione e teleassistenza per capire quali siano esposti in rete, compresi i router cellulari installati dai manutentori, che spesso sfuggono all’ufficio informatico. I pannelli esposti vanno tolti da internet.[1][4]
Poi ci sono le misure più strutturali. Secondo Punto Informatico, i sistemi che governano processi fisici come compressori e temperature vanno separati dalle reti aziendali, gli accessi remoti protetti con VPN e autenticazione a più fattori, gli account privilegiati verificati, il software aggiornato e i dispositivi non più supportati sostituiti. L’ACN, che sta incontrando le categorie e gli operatori principali, ha intensificato il monitoraggio del settore.[1][2][3]
In sintesi
Il bilancio, per ora, si può riassumere così. Il governo considera limitata la ricaduta italiana: sei episodi tra quattro Coop siciliani e due aziende in Toscana ed Emilia-Romagna, contro i circa 700 supermercati francesi di metà ottobre. Gli impianti colpiti erano per lo più obsoleti e raggiungibili da internet, con temperature portate fino a 50 gradi. Per ora non risultano rivendicazioni né rischi sanitari. A questo punto restano le verifiche della Polizia Postale sui legami con gli altri Paesi e gli incontri dell’ACN con le categorie interessate.[1][2][4]
Fonti
- DDay: Gli attacchi informatici ai frigoriferi dei supermercati hanno colpito anche in Italia, oggi vertice a Palazzo Chigi
- ANSA Tecnologia: Palazzo Chigi, massima attenzione ma nessun allarme per gli attacchi hacker
- Punto Informatico: Attacchi contro i frigoriferi: impatto limitato in Italia
- Corriere Tecnologia: Freezer a 50 gradi e tonnellate di cibo buttato, cyberattacchi ai supermercati di tutta Europa: «Dispositivi esposti perché da aggiornare»
- Punto Informatico: L’attacco ai freezer dei supermercati ha colpito anche l’Italia
- Corriere Tecnologia: Frigoriferi hackerati nei supermercati: perché sono in rete? Chi c'è dietro gli attacchi? E può succedere anche a casa?
- Tom's Hardware: Frigoriferi dei supermercati hackerati in mezza Europa, Italia compresa. Perché sono online?
- Corriere Tecnologia: Attacco informatico contro i supermercati in cinque Paesi europei, dalla Svezia al Belgio: fuori uso i congelatori

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