Elvis Presley, causa contro Anthropic: 274 canzoni, 41 milioni

Elvis Presley, causa contro Anthropic: 274 canzoni, 41 milioni

I titolari dei diritti di Elvis Presley accusano Anthropic di aver addestrato Claude su 274 canzoni e chiedono oltre 41 milioni di dollari.

I titolari dei diritti sul catalogo di Elvis Presley hanno fatto causa ad Anthropic, la società che sviluppa il chatbot Claude. Nell’atto, depositato il 23 ottobre in un tribunale della California, sostengono che l’azienda abbia addestrato i propri modelli di intelligenza artificiale su 274 canzoni del cantante, senza autorizzazione e senza pagare i titolari. Tra i querelanti c’è una divisione di Authentic Brands Group, che chiede 150.000 dollari per ciascun brano, per un totale di oltre 41 milioni di dollari. Anthropic respinge le accuse e ha annunciato che si difenderà in tribunale.[1][2][3][4]

In breve

  • La causa è stata depositata il 23 ottobre in California da Authentic Brands Group, Raleigh Music Publishing e altri titolari di diritti.
  • Gli accusatori contestano l’uso di 274 brani e chiedono 150.000 dollari a canzone, oltre 41 milioni in tutto.
  • Nell’atto si parla di filtri inefficaci e di versioni riscritte dei testi prodotte da Claude.
  • Anthropic nega, mentre il precedente accordo da 1,5 miliardi con gli autori fa da sfondo.

Chi ha fatto causa ad Anthropic e che cosa chiede?

A promuovere l’azione legale è un gruppo di soggetti che detengono i diritti sulla musica di Elvis Presley, morto nel 1977. Come riporta Il Post, tra i querelanti ci sono Authentic Brands Group, società con sede nel Tennessee che controlla la proprietà intellettuale del cantante, l’editore Raleigh Music Publishing e altre istituzioni e persone fisiche. Secondo Tom’s Hardware la causa è registrata come ABE EPE LLC contro Anthropic ed è stata presentata da una controllata di Authentic Brands, che gestisce anche nome, immagine e somiglianza di Presley.[1][2][4]

Il cuore della richiesta è tutto nei numeri del risarcimento. I ricorrenti domandano 150.000 dollari di danni per ogni canzone violata. A conti fatti, 274 brani per 150.000 dollari fanno 41,1 milioni di dollari, la cifra indicata da Punto Informatico e arrotondata a oltre 41 milioni dalle altre testate. Tra i titoli citati ci sono «Can’t Help Falling in Love», «All Shook Up», «Don’t Be Cruel», «Return to Sender» e «A Little Less Conversation», insieme a pezzi molto meno noti del repertorio, come scrive Tom’s Hardware.[2][3][4]

Su che cosa si basa l’accusa contro Claude?

Secondo l’atto, i testi dei brani sarebbero stati usati per addestrare il chatbot, con effetti concreti. Come racconta Il Post, quando a Claude è stato chiesto di riscrivere alcune canzoni per un pubblico contemporaneo, avrebbe prodotto nuove versioni che riprendevano gran parte della struttura e dei testi originali, modificandoli solo in parte. Punto Informatico aggiunge che ad Anthropic si contesta anche di aver aggirato le misure di protezione della musica e di aver rimosso o alterato le informazioni sulla gestione del copyright.[1][2]

Gli avvocati dei querelanti insistono poi sul tema dell’intenzionalità. Richard Busch, legale che guida il collegio, scrive nell’atto che Anthropic ha costruito l’intero modello di business sulla violazione del copyright, su una scala mai vista prima. La causa sostiene inoltre che Claude, fin dall’esordio, avrebbe generato contenuti lesivi attingendo a praticamente ogni catalogo musicale disponibile online. I filtri introdotti in seguito sarebbero stati inefficaci, e secondo Tom’s Hardware i querelanti ne ricavano che la condotta fosse intenzionale. La notizia della causa è stata data per prima dalla rivista Billboard, come ricorda l’ANSA.[3][4]

Come risponde Anthropic e qual è il precedente?

Sul fronte opposto, la reazione dell’azienda è stata netta. Un portavoce di Anthropic ha dichiarato che l’azienda respinge le contestazioni e si difenderà in tribunale; Punto Informatico riferisce che le accuse sono state definite false. La linea generale delle società di intelligenza artificiale, ricorda l’ANSA citando Billboard, è che l’addestramento sia protetto dalla dottrina del fair use, cioè l’uso legittimo previsto dal diritto d’autore statunitense. La questione, però, resta aperta in decine di procedimenti, con in gioco potenziali risarcimenti per miliardi di dollari.[1][2][3]

Un termine di paragone arriva dalla vicenda che ha già coinvolto l’azienda. A settembre 2025 Anthropic ha accettato di pagare 1,5 miliardi di dollari per chiudere la class action di un gruppo di autori, circa 3.000 dollari per ciascuna delle oltre 480.000 opere, come riporta Tom’s Hardware. Facendo bene i calcoli, i 150.000 dollari chiesti ora per canzone sono circa 50 volte quella cifra per opera. In campo musicale l’azienda ha già ricevuto denunce da case come Sony Music, Warner Chappell, Universal, Concord, ABKCO, BMG e Round Hill, ma qui a muoversi è il catalogo di un singolo artista.[2][4]

In sintesi

Il quadro, in sostanza, è questo. La causa depositata il 23 ottobre mette Anthropic davanti a una richiesta da oltre 41 milioni di dollari, pari a 150.000 dollari per ciascuna delle 274 canzoni di Presley contestate. A differenza delle azioni delle grandi case discografiche, qui a muoversi è l’eredità di un solo artista. L’azienda nega ogni addebito e punta a difendersi in aula, mentre la questione del fair use resta aperta in decine di procedimenti.[2][3][4]

Fonti

  1. Il Post Tecnologia: Anthropic è stata accusata di aver usato senza autorizzazione 274 canzoni di Elvis Presley per addestrare Claude
  2. Punto Informatico: Anthropic ha usato le canzoni di Elvis Presley senza permesso
  3. ANSA Tecnologia: Gli eredi di Elvis Presley contro Anthropic, 'ha usato 274 canzoni per addestrare IA'
  4. Tomshw Altro: Elvis Presley contro l'IA, chiesti 41 milioni di dollari ad Anthropic
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